DOOM per Nintendo Switch – La recensione

di Giuseppe Migliorino 0

Era il 1993 quando vidi per la prima volta DOOM su un PC. Allora avevo 12 anni e stavo accompagnando mio padre da un cliente che aveva bisogno di assistenza sul suo computer. Mentre i grandi parlavano, io mi misi a giocare… e fu amore a prima vista. Di giochi ne avevo provati già a centinaia, ma quello sparatutto in prima persona era diverso e avrebbe cambiato per sempre le storie di tutti gli amanti dei videogame…

A 24 anni da quel giorno, di acqua sotto i ponti ne è passata… da grandi si ha sempre meno tempo per immergersi negli splendidi mondi dei videogame, ma DOOM è sempre stato un appuntamento fisso. E quest’anno, tra la sorpresa di tutti, arriva anche in versione per Nintendo Switch! Quando la Bethesda Softworks ne ha annunciato il rilascio sulla nuova console nipponica, in tanti si sono chiesti come avrebbe fatto a girare un titolone tripla A di questo tipo su un dispositivo dall’hardware non certo all’altezza di PlayStation 4 o Xbox One. Ed invece…

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Il gioco è stato sviluppato dalla id Software in cooperazione con Panic Button (che si è occupata del porting dal punto di vista tecnico) e riprende tutte le dinamiche della versione 2016 per PS4 e Xbox, con qualche “limite” grafico”. Ed erano 20 anni che DOOM non approdava su una console Nintendo, erroneamente considerata solo “giocosa e colorata” da chi non ne ha mai avuta una…

“Tradizione innovativa”

Nella sua tradizionalità, DOOM porta paradossalmente una ventata di freschezza nel panorama degli sparatutto. Niente trama da film, niente realismo nella gestione delle armi e della salute: questo shoot’em up è arcade puro, e che arcade! Niente orpelli ornamentali, qui si spara e si spara di brutto: il giocatore deve solo preoccuparsi di nascondersi, correre, mirare (più o meno) e sparare utilizzando le armi più adatte per ogni situazione. E nella borsa virtuale non ci sono limitazioni, possiamo portare con noi quante armi vogliamo e troviamo lungo la strada…

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La trama? Sì, qualcosa c’è ma non è certo l’elemento più importante del gioco. Senza spoilerare nulla, possiamo raccontarvi che in DOOM vestite i panni di un marine dall’identità sconosciuta, che per tutto il gioco non proferirà parola. Il suo compito è chiudere e disattivare un dispositivo per il trasporto dimensionale creato dalla dottoressa Olivia Pierce della UAC, capace di portare su Marte (ci troviamo su questo pianeta…) orde di demoni che provengono direttamente dall’Inferno.

I più curiosi potranno leggere approfondimenti sui vari personaggi e sulla storia della UAC grazie ad informazioni che verranno recuperate durante il gioco. E qui, gli sviluppatori hanno fatto un bel lavoro, creando approfondimenti interessanti e sempre “realistici”, chiaramente rapportati alla storia del gioco.

Il gioco

Il nuovo DOOM è un gioco frenetico, che aggiunge qualche dinamica in più rispetto ai suoi predecessori. Arriva, ad esempio, il doppio salto e le mappe, tutte di grandi dimensioni, sono limitatamente esplorabili per permettere al giocatore di trovare i tanti “segreti” disseminati lungo il percorso. Proprio l’obiettivo secondario di trovare tutti i segreti in ogni mappa è uno degli elementi che ci spingerà a rigiocare DOOM più volte.

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Le armi vengono selezionate tramite una sorta di ruota che si attiva con un apposito tasto e che rallenta l’azione di gioco durante la selezione, con un bel effetto grafico. Altra novità è data dalle uccisioni epiche: questo DOOM dà molta importanza al combattimento corpo a corpo e, quando un nemico sta per morire, possiamo finirlo in modo particolare e sanguinolento, utilizzando il tasto R3 (attenzione però, perchè se non uccisi subito molti mostri si rigenerano e tornano a combattere!).

I livelli di difficoltà sono presi direttamente dal primo DOOM. Il primo è quello più semplice, adatto a chi non ha molta dimestichezza con gli FPS (mostri meno potenti, tanti “recupera salute”); il secondo è il più divertente per chi cerca un mix tra buona giocabilità e difficoltà; il terzo è davvero molto arduo, consigliato solo ai veterani e a chi ha tanta pazienza del dover ripetere singole sezioni del gioco. Completando il gioco in uno di questi livelli, si attiva la modalità Ultra-incubo: ad oggi, considerando anche gli sviluppatori del gioco, solo una persona al mondo sembra essere riuscita a completare DOOM a questo livello. Il motivo? Semplice, non ci sono checkpoint e in caso di morte il protagonista dovrà ricominciare tutto da capo. In pratica, hai una sola vita per completare il gioco!

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Per quanto riguarda la durata, a livello medio servono circa 15 ore per completare la campagna. A queste ore, va aggiunta la possibilità di rigiocare singole mappe per trovare tutti i segreti, di riprovare la campagna ad un livello più complesso e di giocare in multiplayer.

Siamo di fronte ad un FPS vecchio stampo, divertente, difficile e adrenalinico. Il combattimento è sempre veloce, ma sarà importante conoscere la natura dei vari nemici per capire quale arma usare e come colpirli al meglio. Nuove armi e nuovi nemici arrivano costantemente, e questo significa che c’è sempre qualcosa di nuovo da sperimentare.

La colonna sonora è curata in ogni dettaglio, con musica Metal e chitarre distorte che partono durante i combattimenti. Per il resto, un suono “horror” continuo, accompagnato dai lamenti terrorizzanti dei demoni.

Buono il multiplayer, anche se in questi primi giorni ho trovato pochi giocatori nella varie room. Le dinamiche sono chiaramente meno frenetiche e si limitano ai vari tutti-contro-tutti o deathmatch. Se state cercando uno sparatutto per il multi, DOOM non fa per voi (magari valutate Splatoon 2), dato che questo gioco dà il meglio di se in single player.

Su Nintendo Switch

L’hardware della Nintendo Switch è chiaramente meno potente rispetto a quello della PlayStation 4 o della Xbox One, per cui gli sviluppatori hanno dovuto trovare dei compromessi. Diciamo subito che in termini di giocabilità non cambia nulla e l’intera esperienza di gioco è identica alla controparte per le console più potenti. Qualcosa cambia a livello grafico, visto che DOOM per Nintendo Switch è a 30fps (non sempre costanti) con risoluzione 720p. La grafica è sempre ottima, ma chiaramente si perde qualcosa rispetto a PS4 e Xbox One: troveremo texture meno appaganti alla vista, con immagini più sbiadite, ripagate però da una fluidità eccezionale.

Questi compromessi consentono di avere un gioco che fila liscio come l’olio, senza alcun tipo di rallentamento nemmeno nelle fasi più concitate. Piccola pecca per il controller, dato che i Joy-con non sono perfetti per mirare rispetto ad un classico gamepad. La situazione cambia con il Controller Pro di Nintendo, acquistabile a parte. Certo, in DOOM non bisogna essere dei tiratori di precisione, però a volta questo piccolo limite si sente, soprattutto in alcune circostanze.

In generale, però, questa Nintendo Switch ha dimostrato di potersela giocare con le altre console anche in titoli graficamente pesanti come DOOM. Il risultato finale, infatti, è più che positivo!

E qui stiamo parlando della Nintendo collegata alla TV. In portabilità la differenza si nota ancora meno, tanto da farvi rimanere a bocca aperta e farvi chiedere come possa un gioco come DOOM  funzionare bene, così bene, su una console portatile! E poi vuoi mettere giocare a DOOM di notte, magari nel letto prima di andare a dormire. Provate a farlo con una Xbox…

In termini di download, il gioco in digitale pesa 13 GB (+8GB per il multiplayer che vanno scaricati anche per chi acquista la versione fisica). DOOM per Nintendo Switch integra già tutti i DLC rilasciato nel corso di questi mesi, compresa la modalità Arcade (scegli la mappa e uccidi il maggior numero di demoni nel minor tempo possibile) e nuove mappe per il multiplayer. Proprio la modalità Arcade aumenta di molto la longevità del gioco, dato che ci spinge a ripetere le singole missioni per fare sempre meglio.

Conclusioni

DOOM è DOOM. Punto. Divertente, immediato, difficile il giusto. Porta dalla sua la tradizione storica degli FPS con elementi innovativi visti negli ultimi anni, senza snaturare un prodotto che piacerà sia ai fan storici che a coloro che non hanno mai provato un DOOM in vita loro. In alcuni frangenti il gioco può sembrare ripetitivo, perchè ci si ritrova sempre a dover combattere orde di demoni, ma la varietà dei nemici e delle armi fa aumentare e di molto il divertimento. Bella anche la novità dei combattimenti corpo a corpo che ora hanno un speso specifico maggiore rispetto al passato (e potremo sfruttare i sensori di movimento dei Joy-con per sferrare i colpi!). Non mancano poi i vari potenziamenti, con il giocatore che può decidere quali armi potenziare e in che modo.

DOOM è fondamentale anche per Nintendo, perchè fa capire le potenzialità di questa console da qui ai prossimi anni!

Ora scusatemi, corro a sparare!

 

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