A Way Out, l’unione fa la forza – RECENSIONE

di Luca Ansevini 0

Il sapore della cooperazione, A Way Out è un viaggio alla riscoperta di quelle meccaniche ormai perdute nei meandri di un mercato videoludico moderno poco incline alla cooperazione tra giocatori.

Sin dal suo primo annuncio durante la scoppiettante E3 2017 A Way Out ha dato subito segnali di forte ambizione, mirando a riportare in auge un qualcosa che per lo più i gamers di lungo corso ricorderanno con estremo piacere ovvero tutti quei pomeriggi passati insieme al nostro migliore amico con una sola console, due joypad e tante ore di sano divertimento in compagnia di fantastiche storia giocate in cooperativa. Chi se non Josef Fares, creatore dell’apprezzato Brothers: A Tale Of Two Sons, poteva prendersi in carico un lavoro così fuori dalle righe?

Con gli anni la cooperativa pura è ovviamente andata a perdersi con l’avvento del gioco online ma sopratutto a causa un target videoludico sempre meno incline a questa particolare modalità di gioco. Il titolo di Hazelight Studios arriva quindi come un fulmine a ciel sereno e nonostante i budget non estremamente importanti a disposizione si presenta come un lavoro assolutamente godibile al netto di alcuni piccole criticità.

Vincent e Leo, due compagni con un solo obiettivo

I protagonisti di questa avventura sono Leo e Vincent, due personaggi diametralmente opposti ma con il comune obiettivo di fuggire dal penitenziario nel quale sono rinchiusi con il fine di consumare la vendetta che in qualche modo accomuna i loro destini. I due protagonisti dovranno quindi cooperare al fine di trovare una via di fuga dal carcere e sopravvivere alla dura caccia all’uomo derivante dalla loro evasione. L’attitudine ribelle, impulsiva e a tratti più violenta di Leo dovrà in qualche modo convivere con quella invece più pragmatica e incline al ragionamento di Vincent e proprio questa dualità dei due protagonisti sarà spesso il nodo focale dello svolgimento della storia, che assumerà contorni diversi a seconda di quale dei due approcci alle varie situazioni di gioco prenderà il sopravvento.

Contrariamente a quanto presupposto nei mesi precedenti all’uscita il carcere sarà solo una parte della storia, che si svolgerà per lo più al di fuori delle alte mura. Il susseguirsi delle vicende vedrà coinvolti anche gli affetti dei due protagonisti e ciò fa della narrazione e della caratterizzazione di Leo e Vincent una componente fondamentale, sino al magistrale epilogo in grado di sconvolgere tutti gli schemi mentali del giocatore. Se da una parte infatti si ha spesso a che fare con diversi dejà vu (che non vi racconteremo ovviamente onde evitare di rovinare il gusto della scoperta), dall’altra il team è stato capace di miscelare il susseguirsi degli eventi con una sapiente dose di imprevedibilità creando un filo logico e appassionante degli eventi narrati nel corso del gioco. Ne deriva un’avventura senza dubbio strutturata su binari ben delineati ma che tiene il giocatore incollato al monitor dall’inizio alla fine; la scelta se adottare l’approccio di Leo o quello di Vincent va di fare a pesare poco sull’incipit narrativo.

Peccato per le sole 6-7 ore di gioco complessive che inficiano certamente in maniera non positiva sul giudizio finale ma che trovano nel prezzo di vendita decisamente contenuto un valido alleato capace di mitigare la poca longevità del titolo, spesso intervallato da lunghe cut-scene a spezzare i ritmi di gioco senza dubbio frenetici.

L’unione fa la forza

Il nodo focale che tanto ha fatto discutere di A Way Out è insito sopratutto nel gameplay, capace di riportare alla luce in maniera ben congegnata quella cooperativa pura e più unica che rara ai giorni odierni. L’intera avventura si svolge infatti in modalità split screen sia in caso di cooperativa locale che online e questo è un aspetto senza dubbio importante in quanto la grande maggioranza delle azioni di gioco richiederanno la massima interazione tra i due protagonisti, con azioni simultanee e coordinate che consentiranno ai giocatori di superare tutte le varie situazioni di gioco. In alcuni frangenti le azioni del primo consentiranno al secondo di portare a termine i vari obiettivi. Come anticipato nel precedente paragrafo ci ritroveremo di fronte a situazioni dove si dovrà decidere di comune accordo quale tipo di approccio adottare, nonostante tali scelte non vadano ad inficiare pesantemente sull’obiettivo comune ma solo sul suo preciso svolgimento di una determinata situazione.

In tutto emerge uno svolgimento decisamente lineare della storia, instradata su binari ben precisi e che lascia poco spazio di manovra al giocatore. Di fatto la sensazione sarà quella di avere sotto mano più un’avventura grafica che un titolo action puro ma questo non è necessariamente un male in quanto l’interazione all’interno degli ambienti di gioco, se pur limitata, è comunque soddisfacente nella sua interezza. L’unica nota decisamente stonata resta però il livello di difficoltà dell’avventura, decisamente basso anche per giocatori alle prime armi e che farà sembrare il titolo di fatto una passeggiata per i giocatori più esperti. Certo sarà necessaria una coordinazione ben precisa tra i due giocatori, ma la scarsa intelligenza artificiale di guardie e nemici di fronte a voi non sarà un grande ostacolo e agevolerà non poco il vostro compito; spesso infatti passerete a fianco di guardie e poliziotti quasi indisturbati, anche correndo ed in condizione di luce talmente perfette che anche un cieco si accorgerebbe della nostra presenza. Se insomma state cercando un titolo dall’alto coefficiente di difficoltà A Way Out non è il titolo che fa per voi.

Va inoltre rimarcato che questo titolo è giocabile esclusivamente in presenza di due giocatori in carne ed ossa, siano essi locali oppure connessi online. Non sarà quindi presente alcuna intelligenza artificiale a muovere la controparte ma di positivo c’è la possibilità di poter giocare la cooperativa online anche con un amico che non possiede fisicamente il titolo, mitigando sensibilmente l’assenza di una modalità single player che per ovvi motivi andrebbe contro quelli che sono i principi stessi del gioco.

Retrò anche nella veste grafica

Il comparto tecnico di A Way Out ne esce senza dubbio promosso ma con la sola sufficienza. E’ però tuttavia lampante come il team sia riuscito a tirare fuori il massimo dal budget non certamente ampio messo a disposizione dal publisher. Hazelight Studio si avvalso infatti dell’ormai rodato Unreal Engine 4 il quale, al netto di un risultato finale senza dubbio apprezzabile, mostra il fianco ad alcune sbavature decisamente evidenti. Il livello di dettaglio generale risulta infatti decisamente buono per quanto riguarda i protagonisti e alcune ambientazioni ma va di fatto a perdere progressivamente di qualità in altre componenti come palazzi, veicoli o personaggi secondari e risultando di fatto un pò vetusto per quelli che sono i moderni standard grafici dei titoli videoludici.

Questo però si tramuta in una buonissima ottimizzazione generale, con il framerate della versione PC solido a 60fps al massimo del dettaglio grafico. La qualità non elevata è senza dubbio marcata anche in tutti quegli effetti particellari e di occlusione ambientale decisamente abbozzati ma che non stonano eccessivamente in rapporto alla qualità generale del titolo che comunque si merita una piena sufficienza. Non sono purtroppo mancati alcuni fastidiosi bug di gioventù e piccoli glitch, che in alcuni casi hanno richiesto il riavvio dal checkpoint, ma che si spera siano risolti prontamente dal team mediante una patch.

A Way Out si fa comunque apprezzare anche per il comparto sonoro, che non spicca certamente per originalità ma che risulta sempre molto ben contestualizzato grazie anche agli ottimi doppiaggi dei protagonisti e personaggi secondari (rigorosamente in lingua inglese ma con sottotitoli in italiano).

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4.0

A Way Out è senza dubbio un titolo apprezzabile, forte di un buon compromesso tecnico e un gameplay decisamente divertente in virtù di un prezzo di vendita contenuto. Una narrazione decisamente accattivante ed una meccanica di gioco divertente sono senza dubbio un buon mix capace di far brillare il titolo di luce propria, nella speranza che simili esperienze videoludiche cooperative possano vedere la luce in numero decisamente maggiore.

A Way Out

Pro

Storia appassionante e coinvolgente
Cooperazioni sfruttata sempre in modo intelligente
Caratterizzazione dei personaggi apprezzabile

Contro

Graficamente sottotono per il target moderno
Decisamente troppo breve
Livello di difficoltà troppo basso
Qualche bug

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