Red Dead Redemption 2, c’era una volta il west di Rockstar Games – RECENSIONE

di Luca Ansevini 0

“C’era una volta il west” raccontava Sergio Leone in una memorabile pellicola ancora oggi tra i grandi capisaldi del genere Western. L’immagine ormai sbiadita nel tempo di quel vecchio e mitico west ritrova nuovo lustro in una grande opera firmata Rockstar Games, che già alcuni anni fa scrisse una pagina memorabile del mondo videoludico e che oggi ritorna con una produzione maestosa che ridefinisce le regole dell’open world .
Con Red Dead Redemption 2 arriva un capolavoro annunciato alla vigilia, che oggi diventa una realtà tangibile a tal punto da plasmarsi intorno al giocatore e trascinarlo come mai prima d’ora in un mondo che vive davvero di vita propria. Se queste premesse hanno acceso in voi grande interesse sappiate che siete solo all’inizio!

Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con il fucile…

Le vicende di Red Dead Redemption 2, che precedono a livello narrativo l’acclamato predecessore di circa una decina d’anni, hanno luogo un’America di fine ‘800 spaccata in due dalla fiorente crescita economica che prende sempre più il sopravvento sulle piccole comunità. La nascita dei primi grandi centri urbani porta ovviamente evoluzione e progresso, un progresso accompagnato dal crescere dei primi grandi capitali in mano a sedicenti uomini d’affari.
Il pugno duro della legge è ogni giorno più stretto al collo delle piccole scorribande di fuorilegge, decise a non piegarsi all’evoluzione della societá e rimanere aggrappate agli ultimi sussulti di un mondo ormai in forte cambiamento.

I riflettori saranno tutti puntati sul manipolo di uomini di Dutch, una combriccola di banditi sempre in continuo spostamento unita da una forte coesione ma anche da tratti caratteriali decisamente diversi che porteranno il manipolo di uomini ad affrontare situazioni che metteranno a dura prova l’unione del gruppo stesso. All’interno della banda svetta però il grande carisma di Arthur Morgan, il nostro protagonista giocabile, che saprà farsi apprezzare per i suoi tratti tipici da vecchio e burbero bandito del west ma che grazie ad un carattere poliedrico si rivela un protagonista perfetto e decisamente convincente per tutta la durata della narrazione.

Ciò che sbalordisce sin dai primi secondi di gioco è la grande regia dietro al lavoro di Rockstar Games. Le vicende di gioco vengono infatti gestite e somministrate in maniera magistrale con ritmi serrati che si alternano a momenti più cadenzati ma che mai fanno calare la tensione emotiva del giocatore, che riesce a prendersi i suoi tempi ma che non può non rimanere rapito dall’irrefrenabile stimolo a giocare indotto da una racconto ben costruito sotto tutti gli aspetti. Non si risparmiano i colpi di scena che, per quanto non eclatanti, riescono però sempre a sovvertire il corso della narrazione mantenendo vivo l’interesse fino al grande epilogo finale.

La caratterizzazione è certamente uno degli aspetti meglio riusciti al team di Rockstar Games, sapientemente capace di imprimere ad ogni personaggio un suo particolare tratto distintivo che avrà quasi sempre un ruolo fondamentale nelle vicende che ruotano intorno ad Arthur e compagni. In tutto questo sará proprio Arthur il grande collante del gruppo, sempre in grado di prendere il controllo delle situazione anche nei casi in cui la leadership di Dutch verrá meno a causa delle sue scelte spesso poco ragionate che porteranno il gruppo ad affrontare non solo la legge ma anche i maggiori esponenti della malavita locale.

RDR2 è insomma un crescendo di emozioni da vivere tutte d’un fiato, un quadro meraviglioso da far impallidire anche i più scettici del genere e che agli occhi degli appassionati non può che riportare in vita quell’atmosfera degna dei grandi capolavori cinematografici del passato.

Un vero tuffo nel vecchio west

Una grande narrazione non può che posare le sue fondamenta in un mondo di gioco che sa adattarsi alla narrazione stessa, il piú realistico possibile ed in costante mutazione. Quello di RDR2 non è un semplice ammasso di poligoni con qualche missione sparsa qua e la ma è un mondo tutto da scoprire ed incredibilmente interconnesso, dove ogni evento ed ogni azione svolta dal protagonista innescherá una precisa conseguenza che andrá a plasmare tutto quanto ruota intorno al giocatore.


La sopravvivenza di Arthur e soci passa da una meticolosa gestione di ogni aspetto della vita quotidiana che include non solo la ricerca di cibo attraverso la caccia o la pesca ma anche il reperimento di fondi utili al sostentamento e miglioramento del campo base, che sarà un pò il centro operativo della vostra attività; il tutto riesce a spingersi oltre l’immaginabile proprio per la vasta gamma di soluzioni disponibili che vanno a comporre il puzzle di un gameplay davvero profondo come mai visto fino ad oggi nel genere open world. Dovremo nutrire Arthur con moderazione per preservare le sue energie fisiche, fargli la barba e curare il suo aspetto esteriore, vestirlo adeguatamente e prestare la massima attenzione a tutto ciò che lo circonda. Anche il nostro cavallo avrà un ruolo fondamentale e non sarà un semplice metodo di spostamento, bensì una vera e propria entità vivente con precise necessità che includono ad esempio il nutrimento e la cura.

Tutta l’evoluzione del mondo intorno a noi è accompagnata da un’intelligenza artificiale credibile e mai scontata nel suo modo di rispondere ai nostri stimoli; Le azioni commesse da Arthur avranno infatti sempre un preciso effetto che influenzerà non solo la nostra reputazione e il modo in cui il mondo modificherà i suoi connotati ma anche il sempre funesto rapporto con la legge che sarà pronta a darci la caccia con ogni mezzo ponendo una taglia sulla nostra testa se commetteremo azioni sbagliate, taglia che ovviamente renderà più complesso muoversi nel mondo di gioco attirando a noi loschi e sgraditi individui pronti a reclamare la ricompensa. Avremo ovviamente grande libertà nella scelta delle azioni da svolgere ma è bene tenere a mente che nessuna attività in gioco sarà veramente superflua. Se state insomma pensando di procedere solo con le missioni principali dovete sapere che il titolo, pur non impedendovi tale approccio, penalizzerà sensibilmente la vostra esperienza di gioco e questo è un aspetto non da poco conto se si vogliono davvero comprendere tutti gli aspetti e le vicende legate ad Arthur e compagni.

Quanto possiamo affermare con certezza è che la noia non verrà mai a farvi visita; nonostante gli eventi narrativi dettino inevitabilmente dei ritmi ben definiti, RDR2 consente al giocatore di prendersi tranquillamente i suoi tempi di svago che passano dalla semplice esplorazione attraverso le ambientazioni mozzafiato ad azioni come la caccia, curata nei piccoli dettagli non solo per l’approccio al comportamento di ogni singolo animale ma proprio per la varietà degli stessi, fino ad arrivare alla pesca ma anche ad una semplice passeggiata per i centri abitati che ci porterà alla scoperta di tantissime attività. La grandissima ricchezza di soluzioni offre non solo missioni primarie e secondarie ma tanti “compiti” da svolgere che includono rapine a banche, treni, diligenze ma anche tanti eventi casuali sparsi nel mondo di gioco. Tutte queste situazioni metteranno ovviamente alla prova anche le vostre abilità di pistolero e la destrezza con il sistema di combattimento è un aspetto da non sottovalutare per destreggiarvi nelle faide nel vecchio west; la precisione di tiro, non semplificata da un sistema di combattimento decisamente rudimentale e per certi aspetto un pochino macchinoso, sarà fondamentale vista la bassa cadenza di fuoco delle armi a lunga gittata ma il giocatore troverà un valido aiuto nella modalità Dead Eye che rallenterà il tempo di gioco offrendovi un tiro maggiormente efficace.

Vien da se che la gestione del vostro equipaggiamento recita un ruolo fondamentale a cominciare non solo dagli armamenti a disposizione di Arthur ma anche dal cibo, tonici e medicinali che ci aiuteranno a recuperare vitalità e vigore per affrontare le lunghe traversate e le mille peripezie di un mondo che vive di vita propria e che nonostante qualche piccola e marginale sbavatura (come una banale spintarella che sarà in grado di porvi nello stato di ricercato per aggressione) riesce a fare quello che nessuno aveva fatto prima ovvero catapultare il giocatore in una vera e propria esperienza di vita prima che un’esperienza virtuale.

Un viaggio nella realtà

Otto anni sono un periodo di sviluppo decisamente lungo ma un periodo che Rockstar Games si è presa per limare ogni aspetto di RDR2; il risultato è un’esperienza davvero in grado di deliziare la vista non solo per le grandi prestazioni offerte dal motore grafico ma anche per la grandissima varietà paesaggistica, che davvero vi darà la sensazione di viaggiare in un mondo di gioco strabiliante e che piú volte vi spingerá a fermarvi per ammirare le splendide ambientazioni riprodotte con impressionante realismo.

La veste grafica non va solo a curare gli aspetti in primo piano come le ambientazioni o i modelli poligonali dei protagonisti ma va davvero nel profondo, andando a gestire ogni piccolo dettaglio che spesso passa inosservato ma che se notato può far capire quanto Rockstar Games dovrebbe essere un esempio per moltissime altre aziende del settore. L’azienda è stata infatti capace di miscelare una qualità grafica generale di grandissimo livello ad una buonissima stabilità in termini di performance con un motore grafico solido che su PS4 Pro é in grado di raggiungere la risoluzione 4K con checkboard rendering attivo ed un granitico framerate di 30 fps anche nelle scene piú concitate, un risultato difficilmente eguagliabile ed immaginabile per una console di attuale generazione.

Non sono peró mancati alcuni bug, inevitabili su un titolo di tale portata; il motore di gioco non é infatti sempre capace di gestire le compenetrazioni poligonali con efficienza e questo porta talvolta ad alcune bizzarre situazioni di incastro. A ciò va aggiunto che in piú occasioni ci siamo ritrovati a dover riavviare una missione dal precedente checkpoint a causa di un vero e proprio ‘freeze’ della missione stessa, con personaggi  che smettono di fatto di interagire gettandoci in un loop temporale che puó essere risolto solo con un caricamento del salvataggio precedente. Nulla che non sia risolvibile con una patch e a nostro parere davvero un piccolo prezzo da pagare per un titolo che nel complesso mostra pochissimi segni di cedimento in rapporto alla sua mole, una situazione nettamente migliore di tanti titoli meno complessi e piú disastrosi al day-one.

Doveroso spendere qualche parole anche sul comparto audio del gioco che offre non solo doppiaggi di grandissima qualità, avvantaggiati anche da una gestione delle espressioni facciali precisa in tutti gli aspetti incluso il labiale, ma anche una soundtrack a tratti epica e ben contestualizzata alla varie situazioni di gioco che completa un’esperienza di gioco davvero impressionante e che siamo sicuri sarà apprezzata non solo tra cultori dei titoli di casa Rockstar Games ma anche da tanti giocatori poco avvezzi a questo genere di giochi e che troveranno di sicuro molteplici aspetti che li terranno incollati al televisore per tantissime ore vista la grandissima longevità del titolo sia per quanto riguarda la campagna principiale che per il late game.

4.5

Red Dead Redemption 2 è un'esperienza viva e tremendamente reale, capace di plasmarsi intorno al giocatore e rapire la sua attenzione ogni secondo grazie ad un tessuto narrativo e una cornice grafica di eccellente qualitá. Il livello simulativo che quest'esperienza riesce a raggiungere ci fa in qualche modo sentire a casa e parte della combricola di Dutch. Siamo senza dubbio di fronte ad un nuovo livello di realismo in materia di Open World, un livello di quasi totale perfezione che solo Rockstar Games poteva raggiungere superando se stessa e che siamo sicuri definirà un nuovo standard di qualità nel settore difficilmente eguagliabile.... almeno fino all'uscita di Red Dead Redemption 3. Non esiste alcun motivo per lasciare questo titolo sullo scaffale e siamo sicuri che l'esperienza di gioco proposta da Rockstar Games farà la gioia non solo degli appassionati ama anche di tutti quei giocatori magari meno avvezzi al genere, che godranno di quello che a tutti gli effetti di candida ad essere il miglior titolo di quest'anno visto su console

Pro

- Narrativamente e visivamente cinematografico come pochi altri
- Caratterizzazione dei personaggi magnifica
- Grande interconnessione e realismo del mondo di gioco
- Grande longevità che mai cade nella monotonia

Contro

- Sistema di combattimento non sempre di facile gestione
- Compenetrazioni poligonali non sempre precise
- Necessitá di resettare da check point alcune volte causa freeze della missione

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