PlayStation Classic, da un facile successo ad un grande fallimento – RECENSIONE

di Luca Ansevini 0

PlayStation Classic è stato un progetto atteso per diversi mesi e che ha ovviamente seguito le fortunate orme di Nintendo che, con le proprie console Mini, ha saputo creare un vero e proprio fenomeno capace di appassionare giocatori di tutte le età.

Chi quelle mitiche console Nintendo le ha vissute si è messo in casa non solo un pezzo di storia ma anche un oggetto da collezione, capace di offrire un salto nel passato appassionante e convincente nella sua realizzazione finale. PlayStation Classic era quindi l’occasione perfetta per Sony, l’occasione di riportare in vita la console che ha di fatto sdoganato le tre dimensioni nei salotti di milioni di giocatori e che ha offerte la più appassionante esperienza ludica di sempre.

Alzi la mano chi ancora oggi non versa una lacrimuccia nel ricordo di grandissimi capolavori quali Medievil, Metal Gear Solid, Resident Evil, Syphon Filter, Crash Bandicoot e le tantissime altre icone dell’universo Sony. Qualcosa alla vigilia già puzzava di marcio, con sensazioni che giorno dopo sono diventate sempre più una triste realtà culminata con il rilascio di quella che possiamo definire una delle più grandi occasioni mancate degli ultimi tempi in ambito videoludico.

PlayStation Classic non posa le basi del suo fallimento solo nell’offerta ludica non altezza del grandissimo catalogo offerto dalla fortunata console di casa Sony ma affonda completamente in una realizzazione poco curata e per certi versi davvero maldestra, che getta alle ortiche un progetto che avrebbe potuto e dovuto essere una vera e propria celebrazione di uno dei più importanti tasselli della storia dei videogames.

Una PlayStation nel palmo della propria mano

Dove Sony ha senza dubbio svolto il lavoro migliore è la parte di assemblaggio del prodotto. PlayStation Classic è il 45% più piccola della console originale ma conserva una realizzazione ben curata che ritrova differenze rispetto al passato solo nelle interfacce di connessione e qualche piccolo dettaglio. L’ormai inutile slot per la memory card sparisce per fare posto ad una semplice memoria interna, il connettore video si trasforma nel più moderno HDMI e il connettore per i JoyPad Dual Shock si trasforma in un connettore USB con conseguente conversione anche dei controllers, che perdono il connettore proprietario Sony.

L’alimentazione della console richiede l’utilizzo di un cavo micro-USB connesso ad un alimentatore da 5 V 1.0 A non incluso all’interno della confezione, una scelta molto discutibile ma alla quale è possibile ovviamente con un semplice alimentatore per smartphone.

La console si presenta con una realizzazione più che buona sia nella costruzione che nelle piccole rifiniture, che ricalcano perfettamente nel minimo dettaglio la storica console di Sony. Ovviamente lo sportello per il disco è puramente fittizio e non può essere aperto nemmeno con il pulsante di espulsione disco, che è dedicato solo alle funzionalità del software di emulazione della console. Anche i JoyPad offrono una buona qualità ed un touch and feel appagante con l’unico neo dell’assenza di stick analogici, una scelta a nostro parere poco azzeccata ma probabilmente voluta per riprodurre i pad della console originale nella loro prima versione priva degli stick analogici.

Solo estetica e nostalgia, per il resto poco altro…

Dove stanno quindi gli aspetti negativi della mini console di Sony? Beh possiamo dire in tutto il resto! Ad una costruzione ben curata infatti non fa seguito un cuore degno di nota, incapace di riportare fedelmente in auge quel grande capolavoro degli anni 90.

L’emulazione dei 20 titoli contenuti all’interno della memoria della console è affidata ad un SoC Mediatek MT8167A, un chip che sin dai primi minuti di gioco appare molto zoppicante e assolutamente inadatto. Frame drop e cali di performance sono spesso visibili in molti dei titoli proposti da Sony, con una netta ricaduta sul godimento dell’esperienza gioco.

Quanto però appare lampante e onestamente fastidioso è la totale assenza di ogni forma di ottimizzazione dell’immagine a schermo. L’emulatore interno non va infatti ad applicare alcun filtro all’immagine e la totale assenza di qualsivoglia effetto di post processing si fa notare in termini di qualità dell’immagine, a partire dalla terrificante risoluzione che di fatto è la stessa della console originale e quindi totalmente inadatta per i moderni televisori; Sony insomma non ha fatto nulla per ringiovanire un pò la sua creatura, che risulta quanto mai vetusta risultando quasi faticosa alla vista in sessioni prolungate di gioco.

Per quanto riguarda l’offerta ludica molto è stato detto e discusso. Sony poteva certamente operare scelte migliori per quanto riguarda la line-up di titoli e l’assenza di pietre miliari come Medievil, Crash Bandicoot, Silent Hill, Dino Crisis stride non poco al confronto invece di alcune scelte onestamente poco azzeccate che potevano francamente essere accantonate. Le scelte hanno infatti fatto scattare su tutte le furie moltissimi appassionati PlayStation che complice proprio la line-up dei titoli hanno deciso di accantonare l’acquisto del prodotto; non a caso a nemmeno un mese di distanza dalla commercializzazione il prezzo è già crollato dai 99 euro iniziali a 59,99 euro, segno di come il mercato abbia risposto negativamente ad un prodotto decisamente discutibile.

PlayStation Classic poteva essere una vera e propria celebrazione di un capolavoro unico, ma si è purtroppo trasformata in un palese fallimento che non ha saputo cogliere le sue potenzialità rivelandosi di fatto un’operazione commerciale poco attenta trattata in maniera alquanto superficiale.

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