Resident Evil 2, Raccoon City fa ancora più paura – RECENSIONE

di Luca Ansevini 0

Resident Evil 2 Remake è stata un’operazione titanica e coraggiosa, che sin dal suo annuncio ha riscosso grandissima attenzione da parte di critica e pubblico. Il grande urlo nostalgico della fan-base, che ormai da diversi anni chiedeva a grandissima voce un remake dello storico titolo datato 1998, è arrivato forte e chiaro al quartier generale di Capcom che ha deciso di ridare nuova vita al capolavoro originale prendendo in mano il progetto non ufficiale realizzato dal talentoso team di sviluppo italiano Invader Studios.

Con grande ambizione Capcom ha avuto il coraggio di sfoderare il suo pezzo più pregiato e ripensarlo da cima a fondo strizzando l’occhio alla generazione videoludica di oggi ma anche a quella di ieri, che quel titolo lo ha vissuto in un’epoca dove il survival horror ma più in generale il videogioco era una nicchia in grande ascesa e che grazie proprio a Resident Evil 2 ha raggiunto una delle sue più brillanti maturazioni.

Dopo 21 anni anni tornare a Raccoon City nei panni di Leon S. Kennedy e Claire Redfield è un concentrato di emozioni forti destinate di lì a poco a trasformarsi però nei peggiori incubi di un remake che calca ulteriormente la mano rispetto al titolo originale riportando alla luce tutta l’angoscia e il terrore celati nei bui corridoi della stazione di polizia di Raccoon City. Siete pronti a sopravvivere di nuovo all’orrore? Allora siete pronti per tuffarvi nella nostra recensione di Resident Evil 2.

Bentornati a Raccoon City!

Quella di Leon e Claire è un’epopea rimasta indelebile nel cuore di moltissimi appassionati, un’avventura che ha saputo spaventarci ma al contempo regalarci un’esperienza ludica unica e indimenticabile. Per questo motivo Capcom ha sapientemente optato per un incipit narrativo nuovo solo nel suo sviluppo ma non nella sostanza, rimasta la stessa di 21 anni fa.

Due mesi dopo gli orribili avvenimenti di Villa Spencer Leon e Claire giungono in una Raccoon City martoriata da un’epidemia di virus T, un virus sperimentale della Umbrella Corporation che ha trasformato la popolazione della città in morti viventi affamati di carne umana. I due malcapitati dovranno quindi farsi strada attraverso la città sino ai laboratori della Umbrella Corporation passando per la sinistra e terrificante stazione di polizia di Raccon City, un luogo che sia dai primi secondi trascorsi nell’atrio principale trasuda le peggiori paure ma sopratutto i ricordi di molti giocatori di vecchia data, che quel titolo lo hanno vissuto nel lontano 1998 in epoche e situazione ben differenti. 

Nel rivisitare la trama del gioco Capcom ha scelto con grande furbizia di cambiare le carte in tavola evitando qualunque tipo di analogia con il titolo originale. Gli eventi della storia narrata ricalcano ovviamente quella originale e non potrebbe essere altrimenti trattandosi di remake, tuttavia il titolo presenta sviluppi tutti nuovi. Aver giocato il titolo originale quindi non offre alcun vantaggio nel corso dell’avventura, se non quello di assaporare ancora di più la grande ricostruzione degli ambienti di gioco effettuata da Capcom. Tutti gli elementi, le chiavi e gli indovinelli dislocati lungo il percorso sono insomma totalmente differenti offrendo quindi una sfida tutta nuova anche al giocatore veterano del titolo originale.

La formula per suddividere gli eventi di gioco ripercorre la stessa scelta dell’originale; due diversi protagonisti per due scenari differenti che offrono poi al loro termine altri due scenari alternativi di gioco, per un totale quindi di quattro linee narrative differenti. Per quanto simili tra loro ogni linea narrativa presenta le sue peculiarità, motivo per cui per assaporare tutte le sfaccettature del titolo sarà necessario giocarli tutti i e quattro. L’essenza resta però quella che ha appassionato milioni di giocatori di tutte le età, un’esperienza che ha spaventato generazioni intere ma un’esperienza che torna a vivere in tutto il suo splendore e che grazie alle diverse sequenze cinematiche riscrivono in modo delizioso un capolavoro unico.

Spara o scappa

Ci sono molte filosofie di pensiero quando si parla di un remake, ancor di più quando l’oggetto di questo remake è uno dei titoli più amati della storia dei videogiochi. Resident Evil 2 è probabilmente la più riuscita espressione di survival horror di sempre ma restare ancorati dopo oltre vent’anni a quelle meccaniche ormai vetuste avrebbe probabilmente compromesso la buona riuscita di questo remake. 

Resident Evil 2 sperimenta, si modernizza, si adatta ai tempi che corrono ma lo fa rispettando i tratti distintivi del titolo originale e l’esperienza che avvolge il giocatore è quanto mai coinvolgente e appagante; Capcom abbandona coraggiosamente l’iconica telecamera fissa per passare ad una telecamera dinamica in terza persona che si è rivelata essere la scelta più azzeccata che Capcom potesse fare. L’esperienza è vicina al giocatore, avvolgente e capace di trasmettere quel senso di inquietudine totale dietro ad ogni passo percorso all’interno della stazione di polizia, oltre a risultare il miglior compromesso anche per la gestione dei movimenti dei protagonisti non solo nei momenti di esplorazione ma anche in fase di scontro; il risultato è un sistema di puntamento non estremamente agevole ma molto moderno nelle sue meccaniche.

Se questa scelta puó far pensare ad un avvicinamento del gioco ad una formula shooter piú moderna vi basteranno solo pochi minuti per capire come l’approccio shooter sia quello più sbagliato. Nonostante il nutrito arsenale gli zombie e i tutti i nemici che incontrerete sul vostro percorso sono imprevedibili nei loro movimenti e decisamente resistenti, motivo per cui intrattenersi troppo in scontri a fuoco rischia solo di essere un grandissimo dispendio di munizioni, presenti in quantità decisamente non abbondanti. Talvolta per mandare uno zombie al tappeto serviranno anche 7-8 colpi alla testa e questo vi obbligherà dove possibile a evitare scontri a fuoco a meno che non siano la vostra sola via di salvezza, specialmente in presenza di più nemici sul vostro percorso. Capcom ha deciso insomma di introdurre un livello di difficoltà decisamente marcato anche in modalità standard ma se da un lato ogni singolo zombie può rappresentare una seria minaccia troviamo dall’altro lato alcune semplificazioni come la mappa più dettagliata che ci segnala quello che possiamo trovare in una singola stanza e persino il seme delle porte chiuse nella stazione di polizia. E’ possibile settare inoltre diverse difficoltà che vanno da quella assistita, decisamente più semplice con cura automatica del personaggio e nemici più deboli, fino alla modalità estrema con nemici più forti e la presenza dei nastri di inchiostro per il salvataggio, assenti nelle due difficoltà inferiori; giocare a Resident Evil 2 offre una buona versatilità che si adatta sia al giocatore alle prime armi che quello in cerca di sfide elevate.

Anche pochi nemici insomma possono essere un problema serio da affrontare e proprio questa consapevolezza è ciò che per tutta la partita farà tenere altissimo il livello di tensione del giocatore, già messa a dura prova dalle buie stanze della stazione di polizia. Se tutto questo non vi basta ad aggiungere un pò di pepe ci pensa anche un il buon Mr. X, un terrificante tyrant con impermeabile e cappello, che vi darà la caccia in ogni angolo di Raccoon City pronto a farvi la pelle. D’altronde vi aspettavate per caso una simpatica scampagnata in montagna? Abbandonare Raccoon City sani e salvi insomma non sarà una passeggiata e dovrete gestire bene le vostre risorse per raggiungere il vostro obiettivo, come nello spirito del genere survival horror di cui questa saga è pioniera indiscussa.

Un orrore più reale che mai!

Sotto il profilo dell’impatto visivo questo remake mostra davvero i muscoli, con un RE Engine che su PlayStation 4 Pro che raggiunge il 4K con checkboard rendering attivo e un frame rate sempre stabile vicino ai 60fps, con un livello di dettaglio decisamente notevole che ci consente di apprezzare appieno il grande lavoro svolto dal team di sviluppo. Resident Evil 2 è semplicemente delizioso sotto il profilo visivo complice una realizzazione dei modelli poligonali davvero pregevole e con grande cura anche delle piccole finezze che l’occhio più esigente nota con piacere. Su PC il motore si rivela invece decisamente più pesantuccio ma molto scalabile grazie ai tantissimi settings, che consentono di adattare il gioco in maniera ottimale anche con un hardware non all’ultimo grido.

La direzione artistica è stata però notevole e si può notare proprio nella creazione degli ambienti di gioco e delle varie ambientazione, con giochi di luci e ombre che contribuiscono a infondere un senso di inquietudine costante nel giocatore e rendere ogni stanza un’esperienza tutta da vivere nella paura di ogni angolo buio. A tutto questo si aggiunge un comparto sonoro decisamente ben confezionato che svolge egregiamente il compito di accompagnare quest’esperienza horror, un genere dove la componente sonora recita una parte fondamentale.

Soddisfacente nel complesso anche la localizzazione nella nostra lingua, con un doppiaggio italiano non eccellente ma comunque apprezzabile rispetto a tante altre produzioni.

4.5

Resident Evil 2 insomma è IL REMAKE, l’esperienza definitiva che mette d’accordo sia i puristi della saga che i giocatori più moderni, abituati quindi ad un gameplay decisamente più dinamico rispetto al titolo originale. Capcom ha saputo rendere godibile ogni aspetto di questo gioco confezionando un’avventura che celebra in maniera egregia il grande capolavoro tanto amato dai giocatori di vecchia data. Chi vedeva questo remake come una pura formalità per Capcom dovrà rivedere le sue idee perchè l’azienda ha probabilmente superato una delle sue sfide più difficili, ovvero riproporre il suo grande capolavoro migliorandolo ulteriormente e facendo al contempo un passo in avanti per una nuova vita della saga. Un risultato che promuove Capcom a pieni voti e di cui l’azienda saprà fare tesoro per il futuro.

Commentando dichiari di aver letto e di accettare tutte le regole sulla discussione degli articoli nei nostri blog.
SEGUICI E RESTA AGGIORNATO!
 
close-link