PS5 VS Google Stadia: a separarli è una linea che si chiama “Digital Divide” | EDITORIALE

di Nikolas Pitzolu 0

PS5 VS Google Stadia potrebbe essere una parola chiave che sentiremo nel prossimo immediato futuro, Sony non è per nulla preoccupata e ci spiega perché!

Oggi parliamo di un argomento che pian piano, mese dopo mese, inizierà ad essere predominante nel panorama gaming: lo streaming di videogiochi. E quale migliore esempio esiste di Google Stadia per agganciarci a ciò di cui parliamo?

Di recente il CEO di Sony ha rilasciato un intervista davvero interessante che ha fatto in modo di mettere i puntini sulle “i” su alcune questioni relative al gaming del immediato futuro, ci riferiamo ovviamente al nuovo modo di giocare in streaming che, sebbene esista da tempo sopratutto lato PC, sta per diventare mainstream grazie a Big G!

Da una parte quindi c’è Sony (ma anche Microsoft) che è dell’idea che una console sia ancora necessaria per fruire di un gaming di un certo livello, dall’altra Google che afferma che non serve più e che tutti potranno accedere ai titoli tramite streaming in tempo reale. Ma siamo proprio sicuri?

Dove sta la verità? Ancora una volta sta nel mezzo! E’ vero che lo streaming è il futuro ma Google non ci può venire a dire che le prestazioni saranno identiche in tutto il mondo, e nemmeno che le infrastrutture locali saranno sufficienti per fruire di un gaming a livello base. C’è una grossa montagna da superare che si chiama “Digital Divide”.

Si, è un termine forte e generalmente è collocato tra due realtà profondamente diverse tra loro: una che possiede un servizio tecnologico accettabile e uno che fa fatica anche ad averlo ma, se ci pensate, si potrebbe fare un paragone con le dovute precauzioni tra noi – territorio Italiano – e gli USA ad esempio, visto che Google proviene dal nuovo Continente e i suoi test sono geonazionalizzati.

Sono e siamo consapevoli che nel mondo non ci sono connessioni tutte uguali (chi ha detto Italia?) e se Google afferma di essere sicura che il futuro dello streaming sia arrivato, non ha ben chiaro che in varie parti del mondo la linea di demarcazione per accedere in maniera ottimale al proprio servizio lungi dall’essere vicina.

E la sinassi curiosa è che proprio un suo studio a fine 2018 ha certificato le varie velocità paese per paese e indovinate com’è messa l’Italia? Il Bel Paese è tra gli ultimi posti in Europa per quanto concerne la velocità media di download e upload e al 43° posto nel mondo con una velocità di circa 15 Mbps. E’ una media, appunto, e vuol dire che alcune parti del paese avranno una velocità maggiore e alcune minore. Minore addirittura a i 10 Mbps consigliati da Google per usufruire di un servizio ottimale.

E poi ci sono tutta una marea di altri fattori che influenzano la capacità di connessione, ritardi, latenza, guasti, saturazione della rete, etc. Insomma, io sfido un utente del mezzogiorno ad utilizzare bene e in maniera ottimale Google Stadia come Big G promette.

Ed è proprio dallo stesso ragionamento che Sony è sicura che al momento non ci sia nulla da temere, è consapevole che il futuro sia lo streaming ma il mondo non ha ancora le condizioni di base per giocare solo in streaming. Dopotutto esiste già PlayStation Now ma di fatti è un servizio parallelo che al momento non è il core focus della società.

I giochi più esosi di risorse fanno a botte con il concetto di streaming, saranno davvero pesanti da digerire, ecco perché una console è ancora fondamentale per poter fruire di contenuti di ultima generazione e avere un hardware locale che possa gestire questa enorme mole di TeraFlops .

Il CEO di Sony afferma che PS5 sarà indirizzata a chi voglia giocare alle ottime e più importanti esclusive Sony e per farlo usufruire di una vera e propria esperienza next-gen con una grafica mozzafiato, cosa che è difficile da riportare su un servizio Streaming come quello di Google.

D’altro canto, la società Nipponica fa bene a non prendere sottogamba la questione e ha deciso di rafforzare la dose con nuovi giochi che cercheranno di spostare l’asticella della volontà del videogiocatore a dirigersi ancora sotto il ventaglio di scelta di Sony Games. Di fatti, con effetto immediato, le risorse per i titoli indie game si sposteranno in parte verso i titoli First-party (chiamateli pure Tripla A) per capitalizzare le esclusive (anche temporali).

E Xbox che ruolo ha in tutto ciò?

Con la console Scarlett, Microsoft sarà il vero competitor di Sony, proprio perché anche la società di Redmond è convinta che la console ancora è considerata fondamentale per poter giocare e poter offrire contenuti ad altissimo tasso di realtà, non dovendo gestire un ennesimo collo di bottiglia che passa non tanto dai Server Google ma dalle connessioni domestiche cui dobbiamo sottostare.

Insomma, secondo i vari CEO che prediligono ancora il mondo console, è chiaro che i giochi con grafica ed esperienza al top possono solo essere riprodotti tramite una potente console. E per il resto pensano che lo streaming sia il futuro ma, al momento, con diversi compromessi da accettare per via della tecnologia streaming non sempre impeccabile, sopratutto per muovere da una parte all’altra ingenti mole di dati.

Il Digital Divide è una tassello fondamentale nel mondo di internet e sopratutto nello streaming, e in Italia lungi dall’essere equiparato ai rimanenti paesi dell’Unione Europea, figuriamoci del mondo!

E voi come la pensate? Siete d’accordo con il CEO di Sony quando afferma che è vero che lo streaming sarà il futuro ma ancora il mondo non è pronto a usarlo come unico metodo?

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