Rivoluzione giochi Digitali: Steam condannata, possono essere rivenduti

di Nikolas Pitzolu 0

Steam, Valve ha subito una secca perdita di credibilità per la sua politica, da lei stessa portata avanti, relativa alla NON rivendita dei giochi digitali.

Fino ad oggi la regola (predefinita e mai valutata come giusta o sbagliata) era che i giochi digitali nascevano e morivano cuciti addosso al nostro account, quelli fisici invece potevano essere scambiati e rivenduti a terzi nella maniera più libera possibile.

E il punto sta tutto qua, ciò che gira intorno all’account personale. Un gioco digitale è un qualcosa che non abbiamo in mano e allo stesso tempo legato ad un profilo con i nostri dati e credenziali: insomma, sembra una cosa personale ma non lo è! Un gioco fisico invece viene interpretato come più un oggetto, avendocelo fisicamente.

Finalmente qualcosa si muove in tal senso. Una sentenza definitiva dalla Corte di Parigi ha dato ragione all’associazione dei consumatori Francesi che, il 28 dicembre 2015, ha espresso il suo dissenso verso questa differenza di fondo: perché i giochi fisici possono essere rivenduti e quelli digitali no?

La denuncia era indirizzata a Valve (proprietaria di Steam) e chiedeva alla Corte, appunto, la presa di posizione rispetto alla differenza di trattamento attualmente in vigore rispetto ai giochi fisici e digitali. Dopo quasi 4 anni, la Corte di Parigi si è espressa con una sentenza dichiarando che tutti i cittadini appartenenti all’Unione Europea sono liberi di acquistare e rivendere i giochi digitali su Steam.

A potenziare la tesi, la Corte allega due direttive dell’EU che inequivocabilmente trattano l’argomento e sono alla base delle decisione prese dal tribunale Francese.

La sentenza, continua, affermando che da questo momento Valve ha 90 giorni di tempo per modificare la struttura del proprio sito affinché i suoi abbonati possano adempiere a tale pratica e sopratutto modificare i termini e i servizi. L’effetto è retroattivo, ergo, anche chi ha creato un account prima della definizione della sentenza riceverà pari trattamento.

Tutto finito? Tutto definito? Assolutamente no, c’è un problema! Ovvero che i tempi potrebbero allungarsi perché il ricorso è già stato annunciato dalla società proprietaria di Steam ed è quasi pronto con le carte che i suoi legali porteranno in allegato.

Insomma, c’è un cambiamento in atto e anche se è Valve a questo giro a fare da “capro espiatorio”, le conseguenze si amplieranno sicuramente a tutti quei servizi simil Steam. Tra i più conosciuti Play Station Store, Microsoft Store, Nintendo e-Shop in primis. Si creerebbe il famoso “precedente”.

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